Pordenone uomo di 55 anni con quattro figli e senza lavoro: è un incubo

Pordenone uomo di 55 anni con quattro figli e senza lavoro: è un incubo

Pordenone uomo di 55 anni con quattro figli e senza lavoro: è un incubo

«Disperato, sono in un incubo. Vivere così è bruttissimo. Cerco un lavoro». Inizia così il racconto di Carmine Giampiero Verzi uomo di 55 anni senza un lavoro e con quattro figli da mantenere, sul volto i segni della stanchezza, gli stessi segni di chi come lui ogni giorno cerca con dignità di guadagnare quel poco che gli consente di vivere.
Carmine vive nel quartiere popolare di San Vito al Tagliamento e in occasione del primo maggio ha deciso di dar voce al suo sfogo, questa data a tutti riporta alla mente l’articolo uno della nostra costituzione e in questo momento storico proprio sui lavoratori gravano pesi enormi e spesso da lavoratori si passa a disoccupati perdendo la dignità e voce.

Noi invece vogliamo dar una voce tramite Carmine a tutti i cittadini che si trovano in situazioni al limite della dignità, perché sono troppi i nostri connazionali che ogni giorno devono far i conti con discriminazioni d’età, di genere e vivono alla giornata perché sono lavoratori precari.

 

Pordenone uomo di 55 anni con quattro figli e senza lavoro: il racconto

Carmine è originario di Milano nato nel 1963, il suo racconto lo fa mentre tiene la sua preziosa bicicletta tra le mani e ci confessa che ha una ruota bucata e non ha i soldi per poterla aggiustare. «Sono un uomo di 55 anni, in fase di separazione, quattro figli di cui la più piccola ha 9 anni. Sono senza lavoro. Non riesco a pagare le rate di Equitalia, ho difficoltà con le bollette e non è la cosa più grave: non avendo un reddito da lavoro da mesi, a fatica faccio la spesa per vivere.

Un po’ mi aiuta la Caritas, mi sono rivolto ai servizi sociali: vediamo cosa succederà». Carmine inoltre ci confida che si sente morto come lavoratore, perché trova difficoltà nel trovare un posto fisso e le sue parole sono rivolte a chi governa il nostro paese e sono la voce di migliaia di lavoratori che hanno superato i 50 anni e si trovano a dover far i conti con il mondo del lavoro che non li prende in considerazione.

Il protagonista di questo racconto ha fatto molti lavori nella vita, è stato orafo, massaggiatore olistico e anche elettricista, proprio svolgendo questo lavoro ha preso una scossa a 380 volt cavandosela con un’ustione di secondo grado, vive a Pordenone da diverso tempo e ha lavorato per diverse aziende come magazziniere.


Pordenone uomo di 55 anni con quattro figli e senza lavoro: non ne posso più.

Carmine è invalido, l sua schiena ha iniziato a dargli problemi e non può più alzare pesi, ha trovato diversi lavori temporanei nel Sanvitese, ha accettato lavoro in Francia che però deve lasciare per via delle condizioni di lavoro molto difficili per lui.

Ha fatto il cameriere in una delle tante città balneari in Veneto, insomma Carmine non è certo un uomo che spera che le cose gli cadano dal cielo, quello che chiede è un lavoro stabile, che purtroppo non riesce a trovare, per pagare affitto, il debito con equitalia di 2.700 euro e magari smettere di sperare nell’aiuto della Caritas e dei servizi sociali.

La storia è di Carmine è una storia comune a tanti uomini e donne della sua età raccontarla restituisce dignità a tutti loro perché nonostante il sistema cerchi di annientarli loro non smettono di lottare.


 

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