Indonesia “Tsunami” provocato dal vulcano Krakatoa

In queste ultime ore si cominciano a contare i morti e i dispersi che l’onda anomala ha provocato ieri 23 dicembre 2018. Questa sarà una altra data orrenda da ricordare per molte famiglie. Il tutto sembrerebbe sia partito a causa dell’eruzione avvenuta nei giorni scorsi del vulcano Krakatoa.

La natura si fa sentire nell’arcipelago Indonesiano

Ancora una volta la natura si fa sentire con la propria ira. Prima sotto forma di eruzione, poi dopo poco la successiva conseguenza lo “tsunami”.

E a solo un giorno di distanza da esso, si contano già 168 morti e 745 dispersi. L’onda si è abbattuta violentemente sulle spiagge attorno allo Stretto della Sonda. Tale stretto separa le due isole indonesiane Giava e Sumatra.

Il Premier australiano fa sapere che momentaneamente non risultano stranieri tra le vittime. E’ stata un’onda di circa 20 metri, un vero e proprio muro d’acqua, si è abbattuto con tale violenza distruggendo centinaia di costruzioni, tra cui alberghi e strutture di ristoro e case. Lo tsunami sembra essere stato provocato dagli smottamenti sottomarini che sono stati innescati dall’eruzione del vulcano Krakatoa.

Le ultime notizie a riguardo dello Tsunami, gli ultimi aggiornamenti

Secondo l’agenzia indonesiana, il bilancio tra feriti, morti e dispersi può solo aumentare. In quanto molte zone colpite dal disastro non sono state ancora raggiunte dai soccorsi. Pertanto quando i soccorritori, saranno in loco potranno dare informazioni più dettagliate in merito. In questa strage è stata coinvolta la compagnia statale Pln (Perusahaan Listrik Negara), i membri erano riuniti per celebrare e festeggiare la fine dell’anno. I video postati sui social, fanno vedere l’onda abbattersi con tutta la sua violenza sul palco travolgendo la band rock “Seventeen” la quale era stata ingaggiata per l’evento. Il manager e il bassista sono morti, mentre altri 4 componenti del gruppo risultano tra i dispersi.

I soccorsi come sopra descritto stanno raggiungendo in queste ore le zone limitrofe, nella speranza che la situazione non sia catastrofica come ci si immagina. I soccorritori continuano a lavorare intensamente, nella speranza di ritrovare più dispersi possibili. Ancora una volta la natura lascia un segno indelebile nella vita di molte famiglie. Resta la speranza che il numero delle vittime e dei dispersi possa placarsi. Il 23 dicembre 2018 sarà un’altra data etichettata da un fiocco nero.

 

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